lillistar

Dispacci e pensieri dalla metropoli più videocontrollata del mondo.

Giovedì, Marzo 27, 2008

Mania Akbari, Samira Makhmalbaf, Niki Karimi, Marjiane Satrapi e le altre

 

 

Incollo qui sotto un report dell'incontro con Marjane Satrapi che si e' svolto a Roma qualche giorno fa e al quale mi sarebbe piaciuto essere...il report e' interessante e mi fa scoprire, fra le molte altre cose, che condivido con la fumettista iraniana la data di nascita (dettaglio irrelevante ai piu', ma emozionante per le sagittarie)

Appoggio il consiglio della scrittrice, comprate il fumetto, vedetevi il film, anzi fate entrambi perche' sono due esperienze diverse che si complementano e si arricchiscono a vicenda. Oltre alla lezione di storia, alle emozioni, al calore e alla rabbia che sciuscita, il film per me ha rappresentato una celebrazione alla creativita', e un riconoscimento del potere di tecniche (il 2D, il disegno, i grigi) troppo spesso snobbate ma che permettono sperimentazioni e trovate geniali, se si possiede l'ingegnio e la voglia di esplorare.

Non condivido con Marji l'idea che la tecnologia sia la sorellaccia puttana della scienza, ma (ri)imparo da lei volentieri la lezione che i mezzi lo-fi possono ancora essere utilizzati per creare capolavori, perche' sono le trovate, la creativita', la craftmanship e la potenza del proprio messaggio che creano il genio. 

*****

Leggendo vari altre recensioni del film, mi sono imbattuta anche in un reportage sul cinema iraniano in cui il giornalista interdetto si chiede come sia possibile che un paese cosi' poco libero come l'Iran, abbia una cinematografia di cosi' grande successo e qualita', e soprattutto come sia possibile che ci siano cosi' tante donne registe conosciute a livello internazionale in un paese in cui la liberta' delle donne e' fortemente limitata. Perche', si chiede il giornalista, l'Iran ha una proporzione maggiore di donne registe rispetto a, glom, paesi come gli Stati Uniti o l'Inghilterra? 

La regista Niki Karimi risponde:"Le limitazioni ti fanno pensare piu' chiramente, e ti fanno acchiappare al volo le possibilita' che ti vengono offerte di esprimerti. Le donne in Iran sono come delle molle compresse. Nell'istante in cui la pressione viene alleviata, saltiamo ad altezze incredibili."

Ma come anche altre registe iraniane hanno risposto prima di lei, continua:"Forse le donne in occidente non hanno pensato bene al significato della parola liberta', e la danno per scontata. Liberta' significa veramente dover indossare questo foulard o dover indossare una minigonna? GLi uomini non devono mai indossare una minigonna. Perche'? Questa e' la vera questione."

*********************

Report dell'incontro con M. Satrapi, di ** **: 

Sorellaccia puttana tecnologia: parola di Marjane Satrapi

E' andata così il 25 marzo a Roma all'Auditorium: cinquanta posti, diciamo quattro file riservate a dei latitanti, cinque minuti prima delle ventuno, sono stati felicemente occupati da un un pubblico che ha pagato 5 euro per assistere alla lezione di giornalismo di Marjane Satrapi, fumettista e illustratrice iraniana, conosciuta oggi a livello mondiale per il suo Persepolis, libro divenuto film.

Dunque non so se c'erano giornalisti, quelli che la Satrapi ha poi detto essere uguali a tutti, alcuni intelligenti altri no ma ho notato tante, tantissime donne in sala, di tutte le età, ho riconosciuto Silvia Baraldini e Sabina Guzzanti, tutte e tutti entusiasti ammiratori di Marjan, questa piccola strega.

E' arrivata vestita di nero da capo a piedi, capelli sciolti e lunghi, tondetta per farci capire quanto ama la buona cucina, stivali di vernice nera ed unghie scarlatte e curatissime, con una mantella corta e uno stare un po' contorta e raggomitolata sulla sedia che ce l'ha fatta subito amica.

Lei inizia svelando che se siamo in tanti , è perchè funziona l'effetto dei Media ,l'effetto film, non certo il libro. L' effetto Oscar le ha acuito la stanchezza di parlare di sè, dalla sua vita, un effetto ritorno, anche della sua voce, come fosse diventata una radio. E lì negli Usa ha toccato con mano la democrazia fatta anche dal Buffone di turno, quello che abbiamo voluto: Bush in America, Sarkozy in Francia, e forse a noi non c'è bastato una volta Berlusconi...

Il tono è molto deciso e niente affatto leggero quando prende a parlare dell'inutile guerra per combattere il terrorismo, dirà poi, su sollecitazione dal pubblico, come va fatto uno sforzo per capire chi si esplode, effetto molto spesso causato dalla lotta al nemico, fosse il democratico Bush, che si auto denomina il migliore amico di Dio, o come uno del suo paese, l'Iran,contro coloro che comandano, "democraticamente".

Passa poi a raccontare che sta bene con la sua solitudine, certo non coltivata negli ultimi tempi,e che lei non ha nessuna voglia di capire niente di tecnologia, "sorellaccia puttana della scienza", quella che ha reso il mondo libero di essere disoccupato, dove la fabbrica delle armi ha un'enorme profitto.

Cosìcche spiega, nello spazio grande anche nel tempo del fumetto, c'è la possibilita di dire vaffanculo, ad esempio a chi vuole censurarla, perchè non è scappata dall'Iran per farsi dire cosa fare o non fare, magari dall'America...

E raccontando il suo film, uscito in 34 paesi in molti dei quali era presente, descrive l'approdo brevissimo in Giappone, il paese dove gli spettatori piangono ma non ridono, perchè il riso non si controlla, lei ne ha avuto istintivamente paura. Sollecitata da una mia domanda, ha corretto ed ha ricordato l'insegnamento di Kurosava e del suo film Rashomon di lei bambina di otto anni, l'ascolto della vita in cinque storie diverse,l'insegnamento del maestro senza temere nulla e ridendo racconta di aver sposato uno svedese, come dire un'azzardo, tanto è diverso...

La capacità di disegnare i movimenti della vita e dell'anima, li definisce capacità di vivere da bisessuale la cultura, un'opportunità in più.

Chiarisce che lei non è a favore di nessuna rivoluzione ma crede con ottimismo all'evoluzione, come quella lenta ma costante del suo paese, che arriverà a considerare intera anche l'altra metà del cielo, considerata ancora oggi un mezzo uomo, anche se stupido, e quindi neanche buona a testimoniare per un assassinio a cui ha magari assistito: ribadisce il concetto che non è offensiva, nè provocatrice, che non crea problemi, che lotterà sempre per chi non ha diritto di espressione, fino alle sue ultime parole: " Ho cercato un approccio globale".

La vedrò più tardi, esaurite le numerosissime richieste di una firma sul suo Persepolis, camminare davanti a me, veloce e fumando, con un complice compagno al suo fianco, nessuno l'avrebbe riconosciuta...Mi ha fatto venire in mente Walden quando dice che ha tre sedie, una per la solitudine, una per l'amicizia e una per la compagnia.

Se ancora non l'avete fatto comprate il libro-vedete il film, sarà una magnifica lezione di storia altro che di giornalismo: Marjan Satrapi è nata nel 1969, il 22 novembre, il primo giorno del Sagittario.

Inviato da lillistar ( Generale ) :: Commenti (3) :: Permalink :: Trackback (0)

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si, ce l'ho fatta!

io ho letto sia il fumetto sia visto il film, e credo sia importante che si cominci a far circolare un po di storia dell'Iran, a cominciare dal fatto che la rivoluzione del 1979 fu una Rivoluzione Sociale, poi degenerata in islamica...ma parti come rivoluzione sociale, e questo i libri di storia occidentali non ce lo dicono...

libertaria

Comment by libertaria (03/28/2008 20:36)

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si, ce l'ho fatta!

io ho letto sia il fumetto sia visto il film, e credo sia importante che si cominci a far circolare un po di storia dell'Iran, a cominciare dal fatto che la rivoluzione del 1979 fu una Rivoluzione Sociale, poi degenerata in islamica...ma parti come rivoluzione sociale, e questo i libri di storia occidentali non ce lo dicono...

libertaria

Comment by libertaria (03/28/2008 20:37)

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si, ce l'ho fatta!

io ho letto sia il fumetto sia visto il film, e credo sia importante che si cominci a far circolare un po di storia dell'Iran, a cominciare dal fatto che la rivoluzione del 1979 fu una Rivoluzione Sociale, poi degenerata in islamica...ma parti come rivoluzione sociale, e questo i libri di storia occidentali non ce lo dicono...

libertaria

Comment by libertaria (03/28/2008 21:42)

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