solstizio di pigrizia
Dovrei finire l'ultima traduzione per il mio corso online di traduzione entro lunedi', ma mi sono incagnata su un dilemma abbastanza complesso che non so come risolvere a riga 5 tre giorni fa.
Dovrei preparare il viaggio in Italia, prendere appuntamenti per le interviste, essere organizzata ed efficente, ma le intervistate non rispondono alle mie mail e allora che ci posso fare.
Dovrei finire di scrivere il progetto per un bando che scade a fine mese, ma non cio' voglia.
Dovrei mandare il mio curriculum a una tipa, ma a leggere il mio curriculum mi viene tristezza.
Dovrei cominciare a montare il video che accompagna il progetto per il bando di cui sopra, ma finche' non mi arriva il dvd con il girato, non posso fare nulla. Comincio a sospettare che Poste Italiane abbia perso ENTRAMBI i dvd che mi sono stati inviati per sicurezza uno da Catanzaro e uno da Vicenza, ma sarebbe troppa sfiga.
Dovrei imbastire una volta per tutte il mio progetto di tesi, e cominciare a lavoraci sul serio, mannaggia che tra tre mesi devo consegnarlo. Ma...(non ho una scusa pronta per questa voce)
Invece sono presa da un attacco di pigrite totale. Dopo aver letto 15 pagine di Purity and Danger di Mary Douglas, fondamentale testo antropologico che il fascinoso dottorando consulente di tesi mi ha caldamente suggerito di leggere, mi sono detta: faccio una pausa di 30 min - mi leggo un po' della mia droga preferita, il blog di Elastigirl - poi Mary ti prometto che torno da te. Due ore dopo ancora Elastigirl non mi lasciava andare e allora mi sono fatte le omelette con il formaggio fuso. Tie'. Allora io stasera non esco neanche di casa, fuori fa un freddo terribile e piove. Un solstizio d'estate cosi' non si merita di essere festeggiato. Rimango felice, e con un tenue senso di colpa, spaparanzata sul divano.
Il desiderio non inquina - bologna 28 giugno
Nonostante il fatto abbastanza imbarazzante che io stia per tornare in Italia un'altra volta nel giro di pochissimo tempo, e quindi in questo 2008 abbia gia' consumato i miei punti-carbonio per i prossimi due decenni
(ma come anche sottolineava malapecora di questi tempi viaggiare con orrorose compagnie aeree low-cost e' una delle uniche opzioni per gente squattrinata, come mi piacerebbe prendere un treno, ma i prezzi sono proibitivi),
dicevo, e' quindi con un certo imbarazzo ma molta gioia che faccio rimbalzare qui l'appello per il Pride del 28 giugno a Bologna lanciato dal Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute e da Sexyshock. Siateci!!
Il desiderio e' un motore che non inquina
Per il Pride Nazionale di Bologna, il 28 giugno 2008 organizziamo uno spezzone ecologicamente sostenibile: scendiamo in piazza con mezzi di trasporto non inquinanti ed economici, carrelli della spesa, carretti, pattini, biciclette e tacchi.
Avremo fiori che spuntano da reggiseni a balconcino, gerani piante
aromatiche sui cestini delle bici.
Saremo dei balconi viventi, un ponte simbolico tra la casa e la piazza:
per portare i dati sulle violenze consumate contro le donne
prevalentemente in spazi privati e domestici (definiti come "sicuri"),
e riprenderci lo spazio pubblico urbano (percepito come insicuro)
da protagoniste attive e non come vittime da proteggere;
per portare le nostre scelte quotidiane e i nostri comportamenti
effettivi: diversificati, complessi, non riducibili alla sola famiglia
eterosessuale individuata come unico modello legittimo.
Saremo al Pride per noi stesse, perche' in gioco ci sono i nostri
diritti, i nostri comportamenti quotidiani, la nostra possibilita' di
scegliere.
Chiediamo politiche sostenibili, che risolvano i problemi reali delle
persone in carne e ossa,
non retoriche e propagandistiche che producono continui nemici contro cui
puntare il dito.
Lo stato etico ci insegue? noi pedaliamo più veloci e sul balcone (e
balconcini)
ci stendiamo gli affetti, meglio condivisi che protetti,
perche' non pensiamo che le scelte affettive o di vita siano una vergogna
da chiudere nello spazio domestico. Esibizionismo? Degrado? Noi la
chiamiamo visibilita'.
Lesbiche, bisessuali, etero conviventi, trans, aspiranti mamme sterili o
lesbiche,
prostitute a tempo pieno o part time, precarie nel lavoro e negli affetti:
i nostri fiori li portiamo in piazza, ai pregiudizi gli diam di ramazza!
Ci vediamo il 28 giugno...ci riconosceremo dagli ombrelli rossi e dai...balconcini ;)
Promuovono
Sexyshock e Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute
Insieme a noi sotto gli ombrelli rossi
Comunicattive, Planimetrie culturali, Precarie autoconvocate (Milano), Precart
per d
di altra materia sei fatto, metallo e certezze,
linerarita' e superficie.
Analizzi, parli, mi guardi con occhi confusi stupiti quando la dolcezza non basta piu', quando desidero dolore e intensita' in cui perdermi per confondere i confini del mio corpo, per sciogliermi finalmente in altro da me.
Mi tieni legata a terra con un filo sottile, e svolazzo in sicurezza, la mia ancora salda. Di tanto in tanto cerco passaggi meno razionali, e divago. per un attimo mi perdi ma tendo a non avventurarmi troppo lontano.
stringi stretto il filo sottile.
P.
C'e' una ragazza, P., con cui condivido alcuni aspetti della mia vita, ma che non ho mai conosciuto di persona. Abbiamo vissuto nella stessa casa qui a Londra, ma in periodi diversi - la casa e' piccola, due sole stanze, e nonostante sia occupata da piu' di dieci anni, ci hanno vissuto o sono stati ospititi per periodi piu' o meno lunghi, meno di una dozzina di persone in tutto.
Uno di questi e' morto l'anno passato, in circostanze misteriose. Un'altro era un buddista integralista che praticava la castita' totale, e che considerava anche la masturbazione una tentazione da resistere. A volte riceve ancora delle riviste buddiste a quell'indirizzo, nonostante sia tornato negli Stati Uniti da quasi un decennio, e probabilmente ha orami abbandonato la fede. Altri ex inquilini sono sparsi per il mondo, altri abitano ancora in citta' ma in alloggi piu' confortevoli, caldi e dotati di luce elettrica e acqua calda. Li conosco, almeno di vista, quasi tutti, ma non ho mai incontrato P.
Oltre ad avere dormito nello stesso letto e avere fatto la pipi' nello stesso gabinetto gelido, veniamo anche da paesi terribilemente vicini (diciamo 15 km di distanza al massimo). Abbiamo piu' o meno la stessa eta', e forse abbiamo nella nostra piccola citta' natale, frequentato le stesse scuole superiori, e sicuramente abbiamo degli amici in comune. Il mondo e' piccolo, e soprattutto il nostro universo sociale e' piuttosto ristretto. Compagne, femministe, outsiders di diversi tipi, abitiamo un universo di cui si intravedono i confini. Come nello schema di Alice in The L Word, alla fine siamo tutte collegate da pochi passaggi gli uni agli altri.
Ho scoperto da qualche giorno che questa ragazza lavora nello stesso edificio in cui lavoro io. Ogni giorno passo davanti agli uffici in cui lei ha una scrivania e una vita, e sbircio attraverso le pareti di vetro, sperando di indovinare quale di queste donne possa essere P. Per ognuna delle donne che vedo attraverso il vetro, sussiste una possibilita' che sia lei, e per ognuna, una buona ragione per cui non puo' esserlo. Troppo vecchia, troppo elegante, troppo inglese...Mi godo l'incertezza e il senso di possibilita' che per un momento provo, sicura che un giorno decideremo di andare al gabinetto nella stessa pausa caffe', e ci riconosceremo al primo sguardo davanti al cubicolo grigio topo. Aspetto con ansia questo giorno, ma mi godo l'incertezza e il senso di possibilita' che provo passando davanti a quel vetro e guardando quelle donne che non conosco ma che mi potrebbero essere cosi' vicine, e che per un momento solo sono tutte intricate nella mia vita.
One nation under CCTV
Immagino che sia Bansky, e che valga un sacco di soldi, ma mi piace comunque, soprattutto la bambina sulla scala.
Ieri notte tornavo a casa in bici e stavo attraversando Peckham, che non e' la mia parte di citta' preferita anche se la strado su cui mi trovavo, la strada principale con tutti i negozi, i parrucchieri, le chiese neocatecumenali e il mercato, mi piace molto. Era molto tardi e in giro non c'era nessuno, era tutto silenzioso e tranquillo; solo da una finesta usciva il suono di una celebrazione religiosa di qualche tipo, con predica roboante in corso. La scena e' diventata un attimo surreale quando sulla mia destra ho visto due volpi che tutte assorte rastellavano un mucchio di spazzatura e si riempivano la pancia. Invece alla mia sinistra un camion frigo stava facendo una consegna ad una macelleria, e un tipo con un intero maiale morto sulle spalle scendeva la rampa del camion mentre il suo collega, in camice bianco macchiato a dovere di sangue, troneggiava sopra di lui a braccia conserte. Brrrr. Ho accellerato la pedalata e sono schizzata verso casa.
Invece stasera sono stata al fantastico Transfabulous - festival di arte e cultura transgender, dove ho visto due spettacoli di rilievo, imperdibili: la nuova indescrivibilmente fantastica performance dei 'Dartagnan and the three Muslequeers', trio irriverente e surreale gender bender e genericamente folle, e il rap di Queer MC- crew trans/butch francese i cui rep potete trovarli qui.
Ho anche ri-incontrato una persona molto fascinosa che, guardacaso che coincidenza, insegna nel mio dipartimento e che mi ha promesso di incontrarmi questa settimana per darmi una mano con il mio progetto di tesi. rattle rattle, agitazione e sudorini. Perche' sono cosi' insicura? Sono terrorizzata.
Su tutt'altra nota, stasera uscendo ho visto che a 200m da casa ha aperto un locale notturno dal nome inquietante - eclipse - il primo del suo genere nel quartiere. Piccoli segnali di cambiamento. Ma di questo un'altra volta. Notte!
