Love and words are politics

Sono riuscita ad acchippare un  solo biglietto per il London Lesbian and Gay Film Festival  che e' appena cominciato ed e' gia' quasi completamente sold out (a dispetto di chi dice che non ha piu' senso fare un festival dedicato ai film LGBTQ, evidentemente un desiderio esiste). 

 (Continua)

ti annoi sull'autobus?

...d'ora in poi mai piu'!

Stando comodamente sedut* sulla tua poltroncina potrai fissare una schermo e guardare te stessa e altri passeggeri annoiati guardare lo schermo. che trip!

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invece se volete farvi quattro risate, guardatevi questo clip segnalato da gerdaphoto

sembra infatti che un gruppo di ricercatori gay abbia finalmente indivuduato il gene che causa orientamenti cristiani e stia sperimentando su dei rattini come impedirne la trasmissione. Anche i genitori di figli cristiani sono sollevati dalla notizia.

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Per il resto, buona giornata a tutte e tutti. io mi butto nel lavoro.

pelo superfluo

E' sabato mattina, mi sveglio tardino e mi volto verso il mio unico e fedele compagnio di letto da qualche mese a questa parte (13 pollici, bianco e non e' mai troppo lontano da me, cos'e'?), faccio colazione con gli ovetti di cioccolata che mi ha mandata la mamma per pasqua, e entro in vena nostalgico/melaconica ascoltando qualche canzone dei CCCP mentre sbircio fuori verso un cielo finalmente un po' blu.

Questa specie di aria primaverile mi fa pensare alla scorsa primavera e a tutta l'acqua che e' passata etc etc. (avete capito il sentimento).

Insomma, un anno fa circa si stava occupando in Mayer a Trento e nasceva il Centro Sociale Bruno/2. Ne parlavo in termini entusiasti qui.

Erano momenti emozionanti perche' non solo si riconquistava e si faceva vivere un palazzo abbandonato da anni, e si lottava per poterlo tenere, ma sopratutto perche' sembrava che vecchie fratture politico/personali molto dolorose e profonde si stessero incominciando a rimarginare e che stessa nascendo un'esperienza veramente plurale in cui persone diverse potessero apportare le loro sensibilita' politiche, artistiche, culinarie.

La primavera e' stata intensa, fitta e emozionante, culminata in una grossa manifestazione nazionale, e piena di feste, concerti, tornei di ping pong, mangiate, azioni, cose da centro sociale. 

Non voglio farla troppo lunga, chi conosce la storia la conosce gia', la mia personale purga e' venuta presto, dopo che io e altre donne abbiamo cercato di perlare di femminismo all'interno dello spazio. Questo forse era un passo troppo impegnativo per alcuni uomini e sono esplose delle dinamiche sessiste striscianti e violente che mi hanno lasciata scossa per un bel po' di tempo. Di nuovo fratture e accuse da parte di compagni e si, compagne a cui comunque ero legata.  

Un attaco particolarmente aggressivo a tarda notte in un corridoio dell'enorme palazzo, in cui mi sono state gridate addosso accuse su accuse da uno degli uomini che avevano piu' potere nell'occupazione, mi ha spinto a spaccare un ombrello su una ringhiera fino a ridurlo a brandelli dalla rabbia. Vorrei averglielo spaccato in testa. 

E' passato quasi un anno dagli inizi, e posso dire di essere guarita quasi completamente da questa esperienza. Ho rasato via il superfluo, e tutto questo non mi tocca piu'. Forse presto portei anche ricominciare a fare politica. Con attenzione.

A Trento intanto il Centro Sociale ha una nuova casa, bella, perfetta. Sembra che sia stabile, nessuno parla di sgomberi. Non c'e' piu' bisogno che l'esperienza sia plurale e allargata, il cs si e' richiuso su se stesso e su pochi intimi fidati. Fino alla prossima emergenza. 

 

 

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continua la guerra contro le/i disoccupat*

Grazie a C. per avermi segnalato questo articolo

che descrive come in un Jobcentre inglese (il luogo dove si va a cercare lavoro, o meglio, a richiedere il sussidio di disoccupazione) stiano sperimentando una speciale "macchina della verita'" che dovrebbe rilevare segni di stress nella voce di chi parla.

La macchina, chiamata Liedetector, e' stata eleborata dal Mossad e viene usata durante interrogatori con Palestinesi sospetti di terrorismo. Se l'utilizzo del Liedetector sara' condiderato un successo (se cioe' aiutera' a sottrarre il sussidio di disoccupazione ad un numero abbaztanza elevato di persone), potrebbe venire introdotto in tutti i Jobcentres del Regno Unito.... 

 

Mania Akbari, Samira Makhmalbaf, Niki Karimi, Marjiane Satrapi e le altre

 

 

Incollo qui sotto un report dell'incontro con Marjane Satrapi che si e' svolto a Roma qualche giorno fa e al quale mi sarebbe piaciuto essere...il report e' interessante e mi fa scoprire, fra le molte altre cose, che condivido con la fumettista iraniana la data di nascita (dettaglio irrelevante ai piu', ma emozionante per le sagittarie)

Appoggio il consiglio della scrittrice, comprate il fumetto, vedetevi il film, anzi fate entrambi perche' sono due esperienze diverse che si complementano e si arricchiscono a vicenda. Oltre alla lezione di storia, alle emozioni, al calore e alla rabbia che sciuscita, il film per me ha rappresentato una celebrazione alla creativita', e un riconoscimento del potere di tecniche (il 2D, il disegno, i grigi) troppo spesso snobbate ma che permettono sperimentazioni e trovate geniali, se si possiede l'ingegnio e la voglia di esplorare.

Non condivido con Marji l'idea che la tecnologia sia la sorellaccia puttana della scienza, ma (ri)imparo da lei volentieri la lezione che i mezzi lo-fi possono ancora essere utilizzati per creare capolavori, perche' sono le trovate, la creativita', la craftmanship e la potenza del proprio messaggio che creano il genio. 

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Leggendo vari altre recensioni del film, mi sono imbattuta anche in un reportage sul cinema iraniano in cui il giornalista interdetto si chiede come sia possibile che un paese cosi' poco libero come l'Iran, abbia una cinematografia di cosi' grande successo e qualita', e soprattutto come sia possibile che ci siano cosi' tante donne registe conosciute a livello internazionale in un paese in cui la liberta' delle donne e' fortemente limitata. Perche', si chiede il giornalista, l'Iran ha una proporzione maggiore di donne registe rispetto a, glom, paesi come gli Stati Uniti o l'Inghilterra? 

La regista Niki Karimi risponde:"Le limitazioni ti fanno pensare piu' chiramente, e ti fanno acchiappare al volo le possibilita' che ti vengono offerte di esprimerti. Le donne in Iran sono come delle molle compresse. Nell'istante in cui la pressione viene alleviata, saltiamo ad altezze incredibili."

Ma come anche altre registe iraniane hanno risposto prima di lei, continua:"Forse le donne in occidente non hanno pensato bene al significato della parola liberta', e la danno per scontata. Liberta' significa veramente dover indossare questo foulard o dover indossare una minigonna? GLi uomini non devono mai indossare una minigonna. Perche'? Questa e' la vera questione."

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Report dell'incontro con M. Satrapi, di ** **: 

Sorellaccia puttana tecnologia: parola di Marjane Satrapi

E' andata così il 25 marzo a Roma all'Auditorium: cinquanta posti, diciamo quattro file riservate a dei latitanti, cinque minuti prima delle ventuno, sono stati felicemente occupati da un un pubblico che ha pagato 5 euro per assistere alla lezione di giornalismo di Marjane Satrapi, fumettista e illustratrice iraniana, conosciuta oggi a livello mondiale per il suo Persepolis, libro divenuto film.

Dunque non so se c'erano giornalisti, quelli che la Satrapi ha poi detto essere uguali a tutti, alcuni intelligenti altri no ma ho notato tante, tantissime donne in sala, di tutte le età, ho riconosciuto Silvia Baraldini e Sabina Guzzanti, tutte e tutti entusiasti ammiratori di Marjan, questa piccola strega.

E' arrivata vestita di nero da capo a piedi, capelli sciolti e lunghi, tondetta per farci capire quanto ama la buona cucina, stivali di vernice nera ed unghie scarlatte e curatissime, con una mantella corta e uno stare un po' contorta e raggomitolata sulla sedia che ce l'ha fatta subito amica.

Lei inizia svelando che se siamo in tanti , è perchè funziona l'effetto dei Media ,l'effetto film, non certo il libro. L' effetto Oscar le ha acuito la stanchezza di parlare di sè, dalla sua vita, un effetto ritorno, anche della sua voce, come fosse diventata una radio. E lì negli Usa ha toccato con mano la democrazia fatta anche dal Buffone di turno, quello che abbiamo voluto: Bush in America, Sarkozy in Francia, e forse a noi non c'è bastato una volta Berlusconi...

Il tono è molto deciso e niente affatto leggero quando prende a parlare dell'inutile guerra per combattere il terrorismo, dirà poi, su sollecitazione dal pubblico, come va fatto uno sforzo per capire chi si esplode, effetto molto spesso causato dalla lotta al nemico, fosse il democratico Bush, che si auto denomina il migliore amico di Dio, o come uno del suo paese, l'Iran,contro coloro che comandano, "democraticamente".

Passa poi a raccontare che sta bene con la sua solitudine, certo non coltivata negli ultimi tempi,e che lei non ha nessuna voglia di capire niente di tecnologia, "sorellaccia puttana della scienza", quella che ha reso il mondo libero di essere disoccupato, dove la fabbrica delle armi ha un'enorme profitto.

Cosìcche spiega, nello spazio grande anche nel tempo del fumetto, c'è la possibilita di dire vaffanculo, ad esempio a chi vuole censurarla, perchè non è scappata dall'Iran per farsi dire cosa fare o non fare, magari dall'America...

E raccontando il suo film, uscito in 34 paesi in molti dei quali era presente, descrive l'approdo brevissimo in Giappone, il paese dove gli spettatori piangono ma non ridono, perchè il riso non si controlla, lei ne ha avuto istintivamente paura. Sollecitata da una mia domanda, ha corretto ed ha ricordato l'insegnamento di Kurosava e del suo film Rashomon di lei bambina di otto anni, l'ascolto della vita in cinque storie diverse,l'insegnamento del maestro senza temere nulla e ridendo racconta di aver sposato uno svedese, come dire un'azzardo, tanto è diverso...

La capacità di disegnare i movimenti della vita e dell'anima, li definisce capacità di vivere da bisessuale la cultura, un'opportunità in più.

Chiarisce che lei non è a favore di nessuna rivoluzione ma crede con ottimismo all'evoluzione, come quella lenta ma costante del suo paese, che arriverà a considerare intera anche l'altra metà del cielo, considerata ancora oggi un mezzo uomo, anche se stupido, e quindi neanche buona a testimoniare per un assassinio a cui ha magari assistito: ribadisce il concetto che non è offensiva, nè provocatrice, che non crea problemi, che lotterà sempre per chi non ha diritto di espressione, fino alle sue ultime parole: " Ho cercato un approccio globale".

La vedrò più tardi, esaurite le numerosissime richieste di una firma sul suo Persepolis, camminare davanti a me, veloce e fumando, con un complice compagno al suo fianco, nessuno l'avrebbe riconosciuta...Mi ha fatto venire in mente Walden quando dice che ha tre sedie, una per la solitudine, una per l'amicizia e una per la compagnia.

Se ancora non l'avete fatto comprate il libro-vedete il film, sarà una magnifica lezione di storia altro che di giornalismo: Marjan Satrapi è nata nel 1969, il 22 novembre, il primo giorno del Sagittario.

Surveillance/1

surveillance

Take back the tech

Sull'onda di un ottimo post dell'amica FikaSicula

che ci regala un prezioso ABC DELLA FEMMINISTA TECNOLOGICA
che vi consiglio di leggere se vi interessa il rapporto con la comunicascion e come renderla veramente piu' orizzontale e accessibile.

La mia frase preferita rimane:

IL COMPUTER NON E' UNA MACCHINA INFERNALE: E' SOLO UN ELETTRODOMESTICO

che per questa settimana mi permetto di utilizzare come slogan qui a fianco.

e questo mi porta al banner che invece proviene da takebackthetech

 il sito di un progetto che si autodescrive cosi':

"We are a global network of women who support women networking for social change and women's empowerment, through the use of information and communication technologies (ICTs).

We promote gender equality in the design, development, implementation, access to and use of ICTs, and in the policy decisions and frameworks that regulate them."

 

Nel loro sito ho trovato questo video Do Not Look At Porn! di Namita Malhotra, ovviamente e' contro la censura, bello! e io sono rimasta stregata dalla canzone 'Your revolution will not happen between these thighs', che comincia cosi':

 

Your revolution will not happen between these thighs

Your revolution will not happen between these thighs 

The real revolution ain't about booty size, the Versacis device

...the revolution won't be you killing me soflty with fugees

 The revolution is not you knocking me up without ring and producing little MCs

Your revolution will not happen between these thighs 
 

...ascoltatevela, va'!  e se qualcun* sa di chi e' , fatemi sapere

ancora ste' luci delle bici

Dunque la saga delle luci della bicicletta continua, ma ho un nuovo approcio alla questione.

Allora, ricapitoliamo. All'inizio per un breve periodo ho girato in bici senza luci, poi quando mi sono stufata di rischiare la vita e di essere presa ad insulti dai passanti (pedoni, non automobilisti), le ho comprate. Questo succedeva prima di Natale.

Ora che sono passati dei mesi, una delle lucine si e' rotta mannaggia e non funziona piu'. Per cui mi sono adorntata di lucina bianca lampeggiante rimasta, ho considerato per un attimo se fosse piu' importante il averla dietro o davanti e l'ho messa dietro. 

Ok allora ovvio appena giro nella strada di casa un tipo (pedone, dal marciapiede) mi urla neanche troppo aggressivo  : ' LUCI, LUCI, LUCI' , poi appena lo passo e nota che una luce c'e' per cui ci deve essere anche della buona volonta', si scusa un casino, mi benedice, mi chiama 'baby' :/  e ci riappacifichiamo. 

Non vorrei piu' interrogarmi sui motivi per i quali tutti sti uomini si incazzino tanto a vedermi senza luci (e rimango dell'opinione che il fatto che io sia femmina in qualche modo li autorizzi a insultarmi piu' di quanto non insulterebbero un maschio), comunque la questione che mi e' sovvenuta e' che, immaginatevi se questa pratica di denuncia popolare venisse applicata anche in altri e piu' seri contesti.

Scenetta: 

Ogni mattina il tipo del piano di sopra che piglia a cinghiate la figlia con spaventosa rogolarita', quando scende dalle scale la vicina si affaccia e gli urla:"VIOLENTO VIOLENTO VIOLENTO". Lui se ne sbatte e esce dal cancello e il vecchietto col cane a passeggio lo guarda con disgusto e bisbiglia oscenita'. Il tipo non capisce tutte le parole che il vecchietto biascica, ma alcune si, e lo colpiscono un po' nell'orgoglio. Poi arriva in ufficio e ha la casella di posta strapiena perche' qualcuna ogni mattina gli fa una rassegna stampa di tutte le notizie dai principali quotidiani europeidi donne ammazzate e picchiate il giorno. etc etc

 

Lombroso rules

Per chi non avesse ancora visto lo spassoso convegno "Sa feto col feto"... (by lombroso.noblogs.org):

 

È ora di dire basta alle ingerenze delle donne sui loro corpi. Madre Chiesa, a cui ci genuflettiamo con una capriola, è chiara in proposito: se procrea e lava le scale è santa, se scopa senza partorire, puttana è. Figuriamoci se mi rimane incinta come Dio ha voluto e poi dice no, troppo facile, eh.
E puttani sono tutti coloro che non amano la vita come noi.
Noi amiamo gli embrioni, amiamo i feti, ma spesso è difficile essere ricambiati. Allora abbiamo deciso di scendere in campo. Per difendere il diritto di parola dei feti.
E redarguire quei corpi ricettacolo di futuri elettori e consumatori che con l'aborto commettono un genocidio comunista strafottendosene di tutti quei gridolini embrionici.
Che ci sia una legge ostile a questi femminismi e in grado di preservare le future generazioni da questa piaga biblica.
Per portare avanti la nostra battaglia abbiamo un uomo di peso, Giuliano Ferrara. Condottiero dai nobili princìpi, crociato unto dal signore, baluardo di lardo e infervorato come un novello Giovanno d'Arcore.
Se l'aborto fosse stato legale un tempo? Lui potrebbe non esserci ora. Pensateci.

Interveranno (scarica la locandina in pdf):

"È arrivato cicciabomba cannoniere"

Giuliano Ferrara, emissario di Dio.

"Pentitevi, feticide. Una visione moderna e razionale sui diritti delle femmine"
Dott.ssa Jessica Barbie, docente in sessuologia giuridico-repressiva presso l'Università vandeana.

"Contro il fondamentalismo oscurantista della donna abortista, nemica della natura padana"
Onorevole Federico Bricca, Lega Nord.

"Prezzemolo e ferro da calza, i nuovi amici della donna di oggi"
Dott. Schwein Kappler, primario in catto-ginecologia alla clinica privata "Fatebenefetelli", autore del libro "Aborto, parliamone, dopo le botte" (ed. Educanda, 2007).

"Fratello embrione, compagno feto"
Frate Bondolaro dell'ordine dei Galli di Dio, ex sessantottino, ex Autonomia Operaia, ex E.T.A., ora felice inquisitore.

"Mona suta, mona sana"
Una suora coi baffi.

"Se hai peccato ti scaglio la prima pietra. Rileggiamo i vangeli"
Monsignor Repubblichino Crucis, gran gourmet della consulta cattolica "Dio è con noi". Fondatore della comunità "FareQuadratoConGesù".

"Emancipazione sto cazzo, torna in cucina"
Johnny Sagacia, comico d'avanspettacolo, opinionista di varietà.

"Una volta pensavo e mi venivano dei dubbi, ora credo e va meglio"
Giovanni Lindo Ferretti, ex zecchino d'oro, eremita. Ci parla della sua voglia di andare sui monti e abbandonare la vita mondana e relativista per dedicarsi alla meditazione ma poi l'ha chiamato Ferrara e adesso è in lista.


A conclusione, dopo un lauto buffet, sua castità ex peccatrice Claudia Koll porterà la sua testimonianza di donna pentita di essere donna.
Poi santa messa per tutti.
Al convegno possono partecipare anche le donne se debitamente accompagnate.

Il convegno aderisce alla campagna L'ombroso Pro-life "Non uccidere un feto, sparati una sega"